venerdì 20 settembre 2013

CERTIFICATI

Quando siamo italiani all'estero, non diamo importanza a cose che invece ce l'hanno, e pure molta.
Se state pensando di trasferirvi all'estero , una cosa molto importante é quella di far tradurre tutti i vostri certificati, sia di lavoro che di studio, perché se lo fate nel paese dove pensate di andare, vi costerá una fortuna,  a meno che non partite dall'Italia con giá un posto di lavoro in un altra nazione accordato.
Le traduzioni dei certificati, devono essere fatte da persone qualificate e con un determinato sigillo, non potete far tradurre i vostri certificati dal primo traduttore che trovate, in internet ci sono delle liste proprio di questi traduttori che hanno il permesso di fare traduzioni ufficiali di diplomi e certificati, perché vi dico questo?

Diciamo che sbagliando si impara...

Quando decisi di trasferirmi in Finlandia non pensai a questa cosa, Nella mia innocenza non lo ritenni importante, perché appunto, abituata all'italiana...
Un errore mostruoso, mi sono ritrovata qui a dover fare queste traduzioni speciali, che non ho ancora fatto tutte ed i costi sono alle stelle.

Non solo:
nonostante ho passato sui banchi di scuola la bellezza di piú di 20 anni a studiare e con una laurea incompleta, qui in Finlandia non ho niente in mano.
Il mio diploma di maturitá non é neppure considerato un diploma di scuola superiore, appunto perché non ancora tradotto, quindi, per legge,  non potrei neppure lasciare una applicazione di lavoro presso la biblioteca comunale, perché il liceo in Finlandia non é considerato "scuola superiore", nonostante io abbia anche 4 anni di universitá.

Non solo:
una cosa che vi consiglio, che dovete ricordarvi e tenere presente, é di richiedere ai vostri datori di lavoro il famoso certificato in cui devono scrivere che lavoro avete fatto e per quanto tempo e con quali mansioni, perché ahime,  il solo CV non ha voce in capitolo se non ci sono dei certificati che certificano quello che avete scritto nel vostro CV, cosí come conta ben poco l'esperienza, se non potete dimostrare che avete davvero fatto questo o quell'altro lavoro.

Io, non ho fatto niente di tutto questo, ed infatti ho pagato e pago un prezzo altissimo, perché crisi o non crisi, ho difficoltá a trovare un lavoro, proprio perché non ho tradotto ( ancora) tutte le mie carte...

Certo, ho iniziato tutto d'accapo, perché non é vero che se sai l'inglese hai la vita facile...ce l'hai forse piú facile se vai a lavorare, o decidi di trasferirti, in UK o USA, ma altrove no.
Il decidere di re-iniziare tutto d'accapo in una terra che avevo visto solo nelle cartoline di Natale, ha comportato determinazione, testardaggine, oltre al fatto che ero molto motivata: ho messo su famiglia con un finlandese, quindi non ho pensato nel momento in cui ho deciso di trasferirmi quassú , ad un mio eventuale reimpatrio, ma non tutti decidono di andare all'estero per i motivi che ho avuto io, per questo spero che chi passa di qui e sta pensando di provare ad andare via dall'Italia, legga attentamente questi miei post.

Un'altra cosa molto importante se uno decide di emigrare all'estero é che DEVI  IMPARARE LA LINGUA DEL PAESE CHE TI OSPITA: secondo me questa é una cosa piú che giusta perché anche se tutti sanno piú o meno l'inglese, imprare la lingua del paese in cui decidi di vivere per un pó o forse per tutta la vita, dimostra che hai rispetto per il paese e per i suoi abitanti, per le sue leggi, e per la sua cultura, cosa che purtroppo non succede in Italia...MA NON DIMENTICATEVI LE VOSTRE ORIGINI. Stranamente si impara ad amare il proprio paese, la storia e la cultura, con molta piú passione quando vivi all'estero.

Quindi, il mio consiglio di oggi é, non fate gli errori che ho fatto io, viviamo in europa, ed in teoria non ci dovrebbero essere problemi di certificati o, di valutazione di essi;  ma la realtá purtroppo é che queste differenze ci sono.
Se pensate di andarvene dall'Italia fatelo preparati, renderete la vostra vita all'estero molto piú facile.

Buona giornata a tutti!!!

lunedì 9 settembre 2013

...SENZA TITOLO...

Siamo tutti un pó delle anime
che si sono perdute.
Trasformiamo i nostri cuori
in delle bare sigillate
viviamo una vita
che spesso non riusciamo a controllare.
Fra le varie morti della nostra anima
scegliamo quella meno dolorosa.
Rinasciamo sempre
con quella fiamma insaziabile dentro
speriamo ogni volta
che sia l'ultima.
Gridiamo
e le urla della nostra anima
sono quelle che spesso
non vogliamo
e non riusciamo a sentire.
Muoriamo,
suicidandoci nell'indifferenza di chi
ha deciso di rimanere sordo.
Osserviamo
la nostra immagine sullo specchio
che non riflette
quello che vorremmo vedere del nostro essere
con degli occhi che non hanno piú lacrime da versare
su tutte le carcasse che ci siamo lasciati alle spalle.

© Diana Mistera 9.9.2013

domenica 8 settembre 2013

ITALIANI ALL'ESTERO

ciao a tutti
oggi desidero iniziare una nuova rubrica.
Perché? Diciamo che in tempo di immigrazione, é bene mettere i puntini sulle i e spiegare alcune cose, dato che se uno esperime delle opinioni particolari, agli occhi degli italiani, o meglio dire, agli occhi dei vecchi comunisti o simpatizzanti di sinistra, vieni etichettato/a come razzista.

Partiamo dalla parola razzismo..appunto..guardate, leggete e riflettete cosa significa essere razzisti secondo l'etimologia del dizionario di lingua italiana, e prima di dare del razzista a qualcuno...ricordatevi questa definizione:

.m. [pl. -i] 1 tendenza a considerare la razza come fattore determinante dello sviluppo civile di una società e quindi a evitare mescolanze con altri popoli, considerati di razza inferiore, mediante la discriminazione o, in casi estremi, mediante la persecuzione e la loro distruzione 2 ( fig.) ogni tendenza che favorisca o determini discriminazioni sociali
Vi faccio un paio di esempi:
in una situazione lavorativa, un tuo collega extracomunitario, non fa bene il suo lavoro,se ne frega di quello che gli dici anche se cerchi di fargli capire come funziona il lavoro e questo ti manca di rispetto e lo mandi a fare in culo, sei subito additato come Razzista...quando, lo faresti anche con un italiano, o un europeo questa cosa se la situazione fosse la stessa. 

In una situazione privata:
Un extracomunitario viene a suonare alla tua porta alle 2 del pomeriggio, é estate e quindi probabilmente ti stai riposando perché é caldo, o magari é sabato e quindi ti stai prendendo il tuo meritato riposo dopo la settimana lavorativa, ammesso che un lavoro ce l'hai; questo extracomunitario ti vuole vendere le sue cianfrusaglie, non ha una partita Iva, non ha quindi la possibilitá di rilasciarti uno scontrino e di conseguenza non paga le tasse, quindi é un evasore e molto probabilmente un immigrato clandestino, lo mandi a fare in culo, perché non solo ha disturbato la tua privacy suonando alla tua porta, quando ci sono leggi italiane ben precise che condannano questo atto, come violazione della privacy...anche in questo caso, quello ti guarda e ride, non mostra un minimo rispetto...non capisce una parola di quello che gli stai dicendo..ma capisce il vaffanculo...le parolacce sono le prime cose che impari in una lingua straniera, sei un razzista...

Situazione culturale:
é sempre estate, vai al bar per prenderti una bella birra frsca, di nuovo l'extracomunitario guarda e giudica, perché la sua religione vieta l'uso dell'alcol, ti guarda insistentemente , ti incazzi perché anche in questo caso ti senti violato nella tua privacy, hai due possibilitá, te ne freghi e te ne vai, oppure in modo diretto dici al tipo " che cazzo hai da guardare tu.." di nuovo...sei un razzista...

Sono queste reazioni, secondo voi, azioni contro la sua razza? NO...NON LO SONO, LO FARESTI ANCHE CON UN ITALIANO SE SUCCEDESSE LA STESSA COSA, solo che per certa gente, lo fai perché l'altra persona viene da una cultura diversa  ed ha la pelle di un altro colore, NO , NON LO FAI PER QUESTO, REAGISCI IN UN CERTO MODO PERCHÉ PER LE ISTITUZIONI L'IMMIGRATO DEVE AVERE I TUOI STESSI DIRITTI, MA QUANDO PRIVANO GLI ITALIANI DI CERTI DIRITTI METTENDO L'IMMIGRATO PRIMA DELL'ITALIANO (  cosa che succede solo in Italia), TI VIETEREBBERO PERSINO DI REAGIRE, E QUANDO REAGISCI, TI PRENDI DEL RAZZISTA.
 
Ci sono tanti esempi che si potrebbero fare di tante diverse situazioni, ma adesso voglio analizzare il motivo per cui si reagisce in un certo modo.
A differenza di quello che succede in altri paesi europei, gli immigrati che arrivano in Italia, spesso e volentieri sono clandestini, e altrettanto spesso e volentieri, sono persone che nel loro paese hanno precedenti penali, spesso e volentieri non sono acculturati ed a malapena sanno scrivere il loro nome...io non ho mai conosciuto un italiano che mancasse di rispetto ad un immigrato che conosce il francese e l'inglese e lo sa anche parlare..perché? Questo é un semplice esempio per farvi capire, che immigrati con la conoscenza di almeno un altra lingua oltre alla loro, si comportano in modo diverso, e soprattutto significa che hanno una cultura, che hanno studiato,e quindi con molta probabilitá troveranno un lavoro e pagheranno le tasse, e soprattutto HANNO UN PASSAPORTO O UN DOCUMENTO DI IDENTITÁ NON UN NUMERO CHE RAPPRESENTA CHE QUELLA PERSONA É NATA N. TOT DELL' ANNO 1978...

Non ci sono leggi che regolano quanti immigrati l'Italia puó ricevere, come ad esempio esistono, in Finlandia, Svezia, Francia, Inghilterra, ecc.

Non ci sono controlli adeguati, dato che l'Italia essendo una penisola, 3/4 della sua superficie é circondata dai mari, e spesso é un paese di passaggio per arrivare in Francia o Germania.

L'Italia sta attraversando una profonda crisi economica, al di la di quello che i nostri politici vogliono farci credere, i problemi ci sono e ci sono pure tanti: non c'é un adeguata leggge elettorale, quindi l'italiano vive nellla costante "paura" che il governo cada da un momento all'altro, la disoccupazione aumenta a dismisura, non solo fra i giovani, ma anche, e purtroppo, fra quelli che giovani non sono piú e che si ritrovano senza lavoro a pochi anni dalla pensione, troppo "vecchi" per un altro posto di lavoro, troppo "giovani" per andare in pensione. Queste persone e le loro famiglie sono quelli che spesso vengono additati come razzisti, perché si arrabbiano nel vedere che ad un immigrato viene passato tutto: la casa, il telefonino ed il sussidio sociale....e gli italiani? Sono abbandonati al loro destino. Ecco che arriviamo al punto degli italiani all'estero.

Gli italiani sono sempre stati un popolo che ha sempre aiutato, sono quelli che all'estero non solo aiutano i propri connazionali a trovare conforto, o anche un lavoro, gli italiani aiutano anche altri immigrati all'estero, immigrati che sono nel paese che li ospita con un permesso di soggiorno, che hanno spesso le loro stesse difficoltá, questi italiani sono scappati dall'Italia, questi italiani sono i veri italiani.
Perché in Italia iniziano ad essere molto meno comprensivi nei confronti degli immigrati?
Semplice: gli italiani sono in difficoltá in Italia, hanno problemi per arrivare a fine mese in Italia, sono disoccupati..e lo stato cosa fa? Ma aiutiamo gli immigrati...dato che anche gli Italiani sono stati un popolo di migranti...
SBAGLIASTISSIMO RICORRERE A QUESTA SCUSA PER GIUSTIFICARE I CLANDESTINI!!! L'ITALIANO É SEMPRE EMIGRATO CON UN PASSAPORTO, CON UN PERMESSO DI LAVORO O ALTRO...MAI E POI MAI SONO STATI DEI CLANDESTINI!!!

Questo tanta gente dimentica e non vuole capire: il problema é la clandestinitá, non pagano le tasse all'Italia, spesso non hanno neppure un lavoro stabile e contribuito, e per questo punto la colpa é di certi padroni italiani...
Il problema é che molti immigrati arrivano in Italia e sono dediti alla malavita,  se vengono arrestati, non vengono espulsi..ma sono liberi dopo qualche mese e nuovamente in giro come se nulla fosse accaduto.
Cosa fanno gli italiani all'estero? Come si comportano? Ecco non si comportano come gli immigrati che arrivano in Italia, gli italiani si integrano all'interno del paese che li ospita, imparano la lingua, cercano lavoro, si inseriscono nella cuötura del paese che li ospita; non desiderano certo stare con il sussidio sociale, perché il motivo per cui sono immigrati é sempre stato quello di migliorare la propria condizione, non fanno gruppo chiuso con altri italiani come invece fanno molti mussulmani ad esempio e,  soprattutto, desiderano tornare a casa quando saranno in pensione.

Gli italiani all'estero come vivono? Che difficoltá hanno? Di questo vi parleró molto, e ci tengo a sottolineare che parleró in base alla mia esperienza e spero che chiunque passi di qui, ci pensi due volte prima di darmi della razzista....


 

Cristiana Meneghin , Le Gemme Dell'Eubale- blogtour

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